In Widget We Trust (Part 1) – Il Banner del Futuro? Pro e Contro a Confronto

Molti sono abituati a pensare al widget come a qualcosa di relativamente limitato, buono per aggregare feed RSS o per il tracking delle spedizioni su UPS, per calcolare l’iban sul desktop o qualche altra utility. Allora ho fatto vedere ad alcuni di loro l’applicazione qui sotto, nata per celebrare il nuovo sito dei Beatles, realizzata dalla EMI su piattaforma Clearspring…. Metti i video e le foto a tutto schermo… bè, mi sembra qualcosa di più, no?

Un widget così è una specie di canale tematico ambulante, nel senso che può stare dovunque nel web, su mobile oppure integrato nella TV digitale. Decido di approfondire, ed allora in questo post (primo di tre) provo a fare una rapida carrellata dei pro e dei contro sull’utilizzo del widget. In conclusione io ci credo, anche perchè i pro mi sembrano più dei contro… a meno che non ne abbia tralasciati alcuni. In questo caso ogni integrazione che vorrete fare sarà veramente importante per me.
In più, l’interoperabilità raggiunta dal lato tecnico ne fa qualcosa di ormai molto semplice da realizzare. Certo non tutti i problemi sono risolti, ma come dice Peter Paul Koch:

” It’s just html/css/javascript after all!”

Ecco i Pro e Contro che mi sono venuti in mente:

PRO

1 – Sono personali e virali. Vengono scelti, preferiti dagli utenti, non imposti dall’editore. Quando ne vedi uno che ti piace sul profilo del tuo amico, lo vuoi avere anche tu.
2 – Sono micrositi incastonati in una qualsiasi altra pagina web (o elemento interattivo). Questo consente una profondità di contenuti e di interazione senza precedenti. Faranno sparire le URL?
3 – Hanno la funzione di filtrare contenuti. In presenza di overload informativo, da sempre hanno avuto successo applicazioni in grado di filtrare contenuti, rendendoli facilmente accessibili e catalogabili. E’ stata la fortuna degli aggregatori RSS. Lo stesso è accaduto nel mondo della TV digitale. In USA ad esempio, quando la TV via cavo ha creato centinaia di canali, si è creato un mercato per applicazioni che ne filtrassero i contenuti, escludendo quelli da ignorare e la pubblicità (come TiVO).
4 – Questi strumenti, insieme all’aumento spaventoso di contenuti, portano il pubblico ad interagire di più, forzandolo a scegliere e separare i contenuti da vedere da quelli da ignorare.
5 – Tutto questo ha portato alla definizione di un fenomeno: la Banner Blindness, ovvero quando il pubblico comincia ad ignorare i tradizionali banner.
6 – Sono facili da realizzare (it’s just html/css/javascript…).
7 – Interoperabilità: se basate su standard aperti vale il detto per cui: write once, run everywhere. Proliferano piattaforme di distribuzione come questa.
8 – Fanno risparmiare un sacco di banda, perchè non devi scaricare il contenuto ogni volta. Dopo il primo download l’applicazione è installata in locale, questo è molto importante per la fruizione via mobile phone.
9 – Il widget è tracciabile, il suo KPI tipico è il CPI (Cost per Install) e grazie alla personalizzazione dei contenuti è possibile ottenere dati sull’utilizzo molto profondi ed accurati.
10 – Il widget farà sempre più parte del mondo della TV digitale, come sperimentato da Yahoo Connected TV. Quindi sarà molto visibile e potenzialmente molto appetibile dal punto di vista pubblicitario.

CONTRO

1 – Nulla di nuovo, solo un banner più moderno. Già oggi molti banner hanno incorporato elementi di interattività.
2 – Potrebbero funzionare solo per gli utilizzatori attivi, che notoriamente sono una piccola percentuale del totale.
3 – Troppo intrusivi, non considerano il consumer’s mindset. Non sempre il consumatore vuole essere attivo ed avere voglia di interagire.
4 – Non da soli. Possono essere utili nel brand building, ma solo all’interno di una cassetta degli attrezzi marketing più ampia.
5 – Non per tutti. Il successo di un widget dipende dal tipo di beni/servizi che vendi e da come questo si presti all’interazione. In questo sono avvantaggiati i produttori di servizi (mutui, trasporti, ecc.).
6 – In recessione il comportamento di acquisto è fortemente sbilanciato verso la ricerca dell’affare. In questo scenario, lo strumento più efficiente continua ad essere il paid search. E probabilmente lo sarà sempre, dal momento che ci sarà sempre qualcuno in cerca di qualcosa (Hunters). Vedi i dati nella slide 12 in questo post.
7 РRischio sicurezza: Se scarico o ricevo un widget da qualcuno e questo usa le API del mio device, come faccio a sapere che non sta rubando informazioni dal mio PC o dal mio mobile phone (ad es. la lista dei contatti)? Non ̬ un problema da poco, i tecnici sono al lavoro.
8 – Probabilmente non rendono come i banner dal punto di vista economico. Il numero di installazioni sarà molto più basso delle impression vendibili con i formati tradizionali. Non si sono ancora affermati modelli alternativi.

Per me i Pro vincono 10 a 8. Ve ne vengono in mente altri da suggerire?