Free Magenta, Right Now !

La Deutsche Telekom ha registrato il trademark del color Magenta, sfondo del suo marchio storico, nelle telecomunicazioni.
Quasi contemporanemanete, giunge la notizia di un’analoga registrazione del colore Blue Silver, ad opera di Red Bull nel Food and Beverage.
Sembra di essere tornati ai primi anni 80, in cui si diceva (realtà o leggenda?) che i Giapponesi avessero registrato tutti i vocaboli presenti nei dizionari delle lingue più diffuse al mondo, per farne uso esclusivo nella denominazione nelle automobili, e costringere così le case automobilistiche di altri Paesi a scervellarsi per aggirare
l’ostacolo legale, con neologismi, serie e codici alfanumerici, latinismi, etc.
Se l’idea giapponese era motivata da una strategia di comunicazione aggressiva, in risposta al dumping anti Sol Levante praticato in Usa e in Europa, le scelte di Deutsche Telekom e Red Bull lasciano invece assai perplessi, tanto da sembrare goffi tentativi di assicurarsi “l’eternità commerciale” in un’epoca in cui diritto di autore, brevetto e marchio vengono progressivamente ridimensionati dalla filosofia Open Souce ed Open Content..
Secondo noi, la scelta di registrare i colori, oltre che grottesca, sembra grossolana: prodotti e marchi seguono infatti un ciclo di vita (sviluppo/crescita/maturità/declino) tale da necessitare di continui restyling, dalla gamma all’uso dei colori.
Che succederà quando Magenta e Red Silver saranno passati di moda?
Cosa sarebbe successo se ANCHE LA Ferrari avesse registrato il suo famoso “Rosso Ferrari”?
L’Unione Europea si sta facendo sentire, protestando legalmente circa questo uso estensivo dei diritti di copyright.
Noi, sostenitori dell’Open Souce e dell’Open Content, aderiamo entusiasticamente alla campagna “Free Magenta !”, vogliamo la libertà di utilizzare i colori come più ci piace, la fantasia non può essere un trademarkPer saperne di più vedi FreeMagenta.