Mobile, RFID e ristoranti: due esempi innovativi

L’uso del cellulare per saltare la coda in un ristorante può rivelarsi un utile espediente per guadagnare un vantaggio rispetto al concorrente e soddisfare meglio i propri clienti. Inoltre, se ben organizzata, l’interazione tra mobile e processi tradizionali può fornire l’opportunità per creare aziende ad hoc, nuovi intermediari basati su un nuovo modello di business. Ecco due esempi da seguire (ovviamente il tutto vale non solo per la ristorazione ma anche per molte altre situazioni di retail o fornitura di servizi):

Esempio 1: Ristoranti e RFID

McDonald’s Korea sta lanciando in questi giorni un progetto pilota veramente innovativo: ordinare un big mac e pagarlo con il cellulare utilizzando la tecnologia RFID (Radio Frequency Identification). Funzionerebbe così: il cliente appoggia il cellulare su di un menu con chip RFID, ed automaticamente avrà ordinato e pagato il panino o la bevanda prescelta. Deve solo andare a ritirare il suo vassoio al banco. L’importo verrà scalato dal credito residuo sul suo conto telefonico. In realtà la cosa non è ancora proprio facilissima da usare, anche perchè bisogna scaricare un software ad hoc ed un “lettore” RFID sul proprio cellulare. Comunque è un assaggio di quello che RFID può fare per migliorare i processi interni di servizio.

Esempio 2: Ristoranti e Mobile

Un esempio di modello di business innovativo è GoMobo, un’azienda lanciata a New York l’anno scorso da un giovanissimo neo-imprenditore, che adesso si sta espandendo su tutto il territorio USA. Con GoMobo puoi ordinare quello che vuoi attraverso un semplice sms presso ristoranti convenzionati, proposti e reclutati dagli stessi clienti. Una volta inviato il messaggio, GoMobo trasmette l’ordine via telefono al ristorante prescelto, che comincia a preparare. Il cliente deve solo ritirare, rivolgendosi al banco consegne GoMobo allestito presso ciascun ristorante aderente. Il pagamento avviene attraverso addebito diretto sulla carta di credito, inserita nel profilo utente al momento della registrazione, come avviene in hotel, almeno all’estero. Il ristoratore, dal canto suo, prende i soldi con giroconto online fatto da GoMobo immediatamente dopo aver ricevuto il messaggio iniziale dal cliente. Il successo dell’iniziativa, partita su base locale quindi replicabile potenzialmente ovunque, sta nel fatto che soddisfa tutti: i clienti che saltano la coda e ritirano il cibo letteralmente in pochissimi minuti, il ristoratore che automatizza i processi interni e ci guadagna pure, visto che l’ordine medio con GoMobo è più alto di circa il 24% rispetto allo scontrino medio normale, e GoMobo che ci guadagna la commissione d’intermediazione. Non fa una piega. Ordineremo mai la spesa o il caffè o la pausa pranzo così anche da noi? Nel video qui sotto un servizio della NBC ne illustra una prova sul campo.