I limiti dell’Informazione, tra cronaca e pubblicità

L’informazione è una commodity: chi detiene il sapere ha un vantaggio competitivo e ciò è valido in qualsiasi contesto, ambientale e professionale.
La criticità maggiore non è rappresentata dall’accesso alle informazioni, bensì dalla verifica sul contenuto delle stesse: occorre valutarne la veridicità, o la verosimiglianza, o l’infondatezza.
Come fruitori di contenuti multimediali, non possiamo esimerci dal confrontare le diverse fonti informative con occhio malizioso, per trovare il “baco del sistema” che squarci il velo e determini la (probabile) autenticità dei contenuti.
A tal proposito, un caso esemplare.
28 novembre: appare la notizia di un’inchiesta clamorosa della BBC sulla totale mancanza di strategia da parte degli USA nella ricostruzione dell’Iraq. Alcuni diplomatici (l’ex ambasciatore USA in Yemen) affermano di aver utilizzato una guida Lonely Planet per studiare la situazione geografica, sociale e politica del Paese ed agire di conseguenza.
Al discredito di una occupazione militare disastrosa si aggiunge, come effetto indiretto, l’ informazione publi-redazionale sui prodotti editoriali Lonely Planet, un tempo guide per turisti “fai da te”, oggi status symbol per i vacanzieri di tutti i tipi.
Ora cerchiamo il baco del sistema: eccolo qua!
3 Novembre: la BBC annuncia l’acquisto del 75% della casa editrice della Lonely Planet
“L’accordo – sottolinea Etienne de Villiers, presidente non esecutivo di Bbc Worldwide – rafforza la visibilità di Lonely Planet ed il suo potenziale di crescita, soprattutto nell’arena digitale e darà la possibilità ai suoi utenti di accedere ad un rampio range di contenuti Bbc”.
Dopo l’acquisizione, il lancio commerciale su scala mondiale con un reportage più che scottante…ma allora la notizia del 28 novembre è vera, oppure è pubblicità gratuita, oppure tutte e due le cose?Facciamo male ad essere così maliziosi?