5 trend per piccoli business online

Da Tetsuya Nakagawa su questo interessante post cinque semplici trend sul modo di trarre benefici dalla presenza online per piccole imprese. Eccoli qua:

  • #1 – Fa di Google il miglior amico del tuo sito: infatti la quantità di ricerche attraverso questo motore è tale che un felice posizionamento del sito aziendale non può essere trascurato;
  • #2 – Offri informazioni esaurienti sull’azienda e sul prodotto: il sito è una grande opportunità per veicolare a basso costo informazioni in grado di influenzare il processo di acquisto dei buyer industriali. Varie ricerche indicano che il buyer ormai si aspetta di trovare una quantità ed una qualità elevata di informazioni. La tattica secondo cui meno scrivi meglio è così sono costretti a chiamarti, non vale più. Oltre a testi su prodotti, pricing, condizioni d’uso, viene molto apprezzato il ricorso a video e audio, specie per chi vende conoscenza come i consulenti;
  • #3 – Il PR “fai da te” online è in crescita. Ci sono tanti siti ormai da cui poter apprendere tecniche di base per cui sempre più aziende contattano direttamente i centri media. Ovviamente la mancanza di esperienza si sente, quindi far tutto da sè non sempre è la ricetta migliore;
  • #4 – Il ruolo dell’online networking è in crescita: sempre più attraverso servizi come Linkedin o portali di filiera che mutuano funzionalità simili e possano mettere in contatto aziende residenti in aree geografiche diverse e settori diversi.
  • #5 – La gestione della reputazione online acquista importanza nella percezione del piccolo imprenditore: in molti tengono ormai d’occhio cosa si dice nel web sul loro prodotto, specie se il commento proviene da fonti indipendenti come blog, forum specializzati, siti di confronti, ecc.
  • Questi ovviamente sono trend osservati in America, però da quello che vedo in giro sul web credo possano essere molto utili anche alle pmi italiane. In particolare sento particolarmente vicino a quanto accade in Italia il problema della scarsa profondità dei contenuti (trend n. 2), spesso ridotti all’osso proprio per evitare volutamente di dare troppe informazioni. In effetti mi è capitato spesso in piccole aziende di sentire ragionamenti del tipo: “tanto se sono interessati chiameranno…” o simili. Così in effetti non va. E’ vero che il buyer medio ormai fa ricerche di mercato principalmente su internet e se non trova online delle informazioni adeguate ha una cattiva percezione degli interlocutori. In fondo, perchè perdere l’occasione di usare il web per farsi conoscere meglio? Come dicono gli anglosassoni: you no give, you no get!

    Via SmallBusinessTrends