E’ l’ora della meccatronica… quando scoccherà quella dell’e-textile?

Nel numero di Giugno de “L’Impresa”, rivista di management del Sole 24 Ore, c’è un interessante reportage sullo sviluppo della meccatronica, connubio tra meccanica ed elettronica, e di come questa innovazione abbia risollevato le sorti di distretti industriali legati alla meccanica tradizionale. Nell’articolo si riportano i casi di successo di aziende come Brembo, Merlo di Cuneo, Micro-Vett, ed altre.
Di fronte alla concorrenza sempre più spietata di Est Europa e Far East, l’unica soluzione, si legge, “è quella di riuscire a sviluppare competenze di meccatronica, indispensabili per conferire caratteristiche distintive ai prodotti tradizionali”. L’elettronica embedded nei prodotti tradizionali consente, oltre a performance superiori, di poter offrire una gamma di servizi accessori legati al prodotto base. E’ l’effetto “Intel inside” applicato nell’industria tradizionale.

Quello della meccanica non è il solo distretto in Italia specializzato in settori maturi, esposti alla concorrenza dell’est. Un altro con caratteristiche simili è quello tessile. Ho già scritto più volte delle potenzialità e della necessità di ricerca nel settore degli smart fabrics o e-textiles, in grado di innovare sensibilmente il prodotto base attraverso l’uso di tessuti come display, ad esempio. Le potenzialità sono molteplici e vanno dal settore moda al biomedicale, dall’home automation ai divani, all’abbigliamento sportivo, militare, ecc. In Italia non mancano centri di ricerca di eccellenza, centri universitari come il laboratorio sulle nanotecnologie di Lecce (NNL), ecc. Anzi ad Aprile è nato proprio in Puglia il Dhitec, distretto sulle nanotecnologie, con uno stanziamento di 22 milioni di euro per ricerca, spin off, dettagli in questo post di Antonio Santangelo. Il punto è che mi sembra un pò tutto focalizzato sulla grande industria, con le grandi commesse di Avio, ecc. Ma, mi chiedo, tali innovazioni non potrebbero risollevare le sorti dei distretti tessili e calzaturieri già esistenti di Casarano e Barletta oppure del salotto di Matera, solo per citarne alcuni vicino a Lecce?
Viste le performance dell’hi-mec a Reggio Emilia e dintorni, quando scoccherà anche nel tessile ed affini l’ora dell’effetto “Intel inside”?