Killing the long tail

salvate le radio sul web

Da Accuradio, una delle mie radio preferite sul web, a proposito strepitoso il suo canale di jazz, sono venuto a conoscenza di SaveNetRadio.org, un’iniziativa per contrastare la nuova legge sulle royalty da pagare alla Siae americana per trasmettere via internet. Savenetradio mira a sensibilizzare tutti gli ascoltatori, ma anche musicisti e case discografiche indipendenti, contro la legge che ridefinisce la base di calcolo per le tariffe dovute al Sound Exchange decise dal Copyright Royalty Board.
In pratica, viene fissato un prezzo indistinto di 0,0011 $ per performance per utente, compenso che salirà a 0,0019 $ per performance per utente nel 2010. Questo stravolge completamente l’impianto di calcolo precedente, ovvero a percentuale basato su introiti pubblicitari e numero di ascoltatori. Con questo nuovo metodo di calcolo la maggior parte delle radio via internet, guarda caso quelle non appartenenti a grandi gruppi, saranno costrette a chiudere. Evidentemente le major, che controllano il Sound Exchange, vogliono tagliare la coda lunga prima che sia troppo tardi…

Nel blog dell’iniziativa, il CEO di Accuradio porta il suo grido d’allarme:

“noi fatturiamo 400.000 $ l’anno da raccolta pubblicitaria, con questa nuova legge saremo costretti a pagare al Sound Exchange 600.000 $ l’anno. Come possiamo rimanere in piedi?”.

La situazione è ancora più odiosa se si pensa che per trasmettere le radio “terrestri” non pagano nulla, solo i diritti d’autore sulla scaletta programmata. Inoltre il pagamento secondo questo nuovo sistema di calcolo avrà effetto retroattivo, tutte le web radio dovranno pagare gli arretrati ricalcolati a partire dal 1/1/2006!!

Nonostante tutto una speranza però c’è. Savethenetradio Coalition non è solo protesta ma anche iniziativa. L’obiettivo è proporre al Senato ed al Congresso un testo di legge alternativo chiamato “Internet Radio Equality Act” nella speranza che si possa aprire la discussione. Per questo tutte le radio partecipanti invitano i loro ascoltatori a telefonare al parlamentare o senatore di riferimento per convincerlo a supportare il Radio Equality Act. C’è tempo fino al 15 luglio, giorno in cui il nuovo regolamento entrerà in vigore.

Costingendo alla chiusura le web radio indipendenti è come costingerci ad ascoltare solo le hit appartenenti al mainstream, limitando la diversità e la varietà oggi disponibile attraverso tante nicchie indipendenti. Non so voi ma il segnale che viene da oltre oceano io lo leggo così: uccidere la coda lunga.