Libri, comunità e web 2.0: qualche esempio

Shelfari
Goodreads

Ciascuno di noi ha tante diverse identità, prendi me ad esempio: io sono un chitarrista fingerstyle, un giovane papà, sono un giocatore di calcio, di tennis, mi interesso di marketing, di innovazione, vorrei introdurre il merito in Italia, vorrei imparare a fare foto e a ritoccarle meglio, vorrei imparare flash, amo il mare, mi piace il cinema, accanito lettore di libri, mi piace molto Kurt Vonnegut, ecc. Potenzialmente mi affilierei a “circoli” in cui poter condividere e coltivare le mie passioni, imparare cose, conoscere persone interessanti dal mio punto di vista. Questo concetto detto così assomiglia in maniera grossolana al concetto di “affliliazioni plurali” (Amartya Sen) e credo sia uno degli assi portanti della logica 2.0.
Ad esempio, a proposito di libri, ho incontrato degli ottimi esempi di “circoli” dove poter segnalare, recensire, incontrare altre persone, vedere cosa leggono e cosa ne pensano, ecc. Il primo è Goodreads, poi ho visto Shelfari, BookJetty da Singapore e Buchpfade dalla Germania. Il modello di business è sempre lo stesso, generare traffico per i grandi siti come Amazon e altri in cambio di percentuali per ogni referral. Funzionano a livello globale ma va benissimo crearne anche a livello locale, l’importante è che chi vi partecipa si senta rappresentato, mostrando orgogliosamente sul suo blog il widget o lo sticker come avviene per chi partecipa a BarCamp o a qualunque comunità. Sono i nuovi intermediari e questo modello vale per la musica, per il cinema, per la tv, per l’abbigliamento, la moda (perchè no? crei una comunità fashion e anzichè da amazon acquisti da Yoox), lo sport, l’editoria, le idee, le arti, qualunque cosa.