Il ritualismo ostacola lo sviluppo

Il ritualismo è una malattia che si trova nelle organizzazioni di stampo burocratico. Quelle dove ogni singola azione è regolata passo passo da una quantità assurda di norme di carattere procedurale e tecnico.
Questa strategia di stampo tayloristico, oltre a limitare al massimo la variabilità nei processi (vedi post gestire la variabilità), serve ad evitare che la gente possa contribuire in maniera attiva a risolvere i problemi, a pensare con la propria testa. E allora se non conosci alla perfezione il regolamento e non hai anni di esperienza non puoi parlare, se vuoi cambiare le regole o i metodi consolidati vieni guardato con sospetto, sei inaffidabile, ecc.
Il ritualismo nasce dal comportamento di devozione iperconformistica ai regolamenti. Un impiegato è iperconformista quando nello svolgimento del suo lavoro pone l’attenzione solo all’esecuzione pedante e puntigliosa delle procedure. In altri termini il rispetto della procedura, da valore strumentale diviene valore in sè.
Proprio perchè limita la capacità di offrire attivamente soluzioni è un potentissimo ostacolo alla capacità di fornire prestazioni adeguate. Autoreferenzialità, deresponsabilizzazione, distanza dai reali bisogni della clientela (che è in realtà il fine ultimo per cui l’organizzazione esiste) sono solo alcuni degli effetti negativi.

L’aspetto più grave sta nel fatto che le persone “devote” diventano incapaci di cambiare le regole quando occorre. In questo stadio della malattia la perfetta adesione alla burocrazia diviene un “fattore di incompetenza” ed impedisce all’azienda di adattarsi a condizioni mutate o peggio in continua evoluzione. Come dire: un modo sicuro per affossare l’azienda.

Pur essendo tipico delle realtà burocratiche ed iper regolate, il ritualismo si trova anche in realtà medio/piccole, laddove si vada avanti con il paraocchi senza rivedere criticamente il modo di fare le cose. Una brutta malattia, ma ancora molto diffusa mi pare, no?