Musica e Revenue Sharing: Jamendo

Jamendo, social network legato alla promozione di artisti emergenti, lancia la versione beta di un programma di revenue sharing in “onda” sul web da gennaio a marzo 2007 per un periodo di prova. La piattaforma musicale ha raggiunto negli ultimi mesi un grande successo di pubblico, con oltre 22,000 brani caricati distribuiti gratuitamente sotto licenza Creative Commons grazie alla community dei blogger di tutto il mondo e alla promozione di tipo peer-to-peer (e-Mule, ecc.).

L’argomento mi pare interessante sia perchè il modello del revenue sharing si conferma un trend molto seguito in quest’inizio di 2007 da quasi tutti i social network, sia alla luce del dibattito emerso a causa della sentenza di ieri che ha sancito la non punibilità per chi scarica e condivide in P2P programmi o musica o quant’altro protetto da copyright se la distribuzione non ha forma di lucro (vedi reazione sui giornali).

Il canale di Jamendo…. perchè questi siti sono dei canali di vendita da trattare al pari degli altri rispettandone logiche e strumenti, oltre a fornire una piattaforma per donazioni condivide con gli artisti il 50% dei ricavi pubblicitari generati dalle visite al sito, in base al numero di page views legate ad ogni singolo artista, come ampiamente spiegato on line.

A parte la motivazione abbastanza demagogica…“riteniamo che sia giusto condividere i soldi con le persone che contribuiscono al successo dell’iniziativa…” sul perchè hanno pensato ad un modello di revenue sharing, secondo me il punto è: anche nella musica tradizionale, anzichè arrabbiarsi e tentare un controllo legale che serve solo alle major non sarebbe il caso di esplorare nuovi modelli di business? Poi una curiosità, sui giornali di ieri nessuno ha aperto una finestra sui Creative Commons e su come questo modello possa fornire delle tutele giuridiche agli autori in questo scenario di iper-distribuzione a costo zero, come mai?

via CcNeLas;