E-Textiles

Immagina cellulari incorporati nel tessuto, vestiti in grado di resistere a temperature estreme isolando completamente il corpo, capi capaci di cambiare colore a seconda della temperatura corporea di chi li indossa, giubbotti con display e pannello di comandi integrati nella manica, in grado di suonare musica dalle cuffie che fuoriescono dal colletto, di segnalare la posizione, di ricevere informazioni da remoto come se si indossasse una vera e propria rete personale computerizzata…Non è fantascienza, nè una puntata di Star Trek, ma tutto ciò che è possibile fare con l’applicazione delle ricerche condotte in questi anni da vari centri di ricerca sui cosiddetti “tessuti intelligenti”, in inglese detti “smart fabrics” o “E-textiles”.

Il filone nasce dalle applicazioni sempre più avanzate della nanotecnologia, in grado di concepire sensori e microchip sempre più piccoli, grandi quanto un granello di sabbia, e quindi adatti ad essere incorporati in tessuti realizzati con l’intreccio di normali fibre come la seta, con “fili” conduttori di elettricità a bassissimo voltaggio con cui azionare sensori e microchip inseriti nei bottoni o nelle decorazioni.

Nel pdf che puoi scaricare qui troverai un più approfondito saggio sull’argomento

E qui si apre un mondo fantastico, di cui intravediamo già oggi i primi esempi commerciali nei campi più disparati: dal militare alla moda, dal medicale all’arredamento (con i tessuti inteligenti per casa), dai trasporti (con tessuti intelligenti per auto) ai giocattoli.

Facciamo qualche esempio concreto: La Eleksen (Inghilterra) produce una vasta gamma di prodotti basati sulla tecnologia ElekTex (TM), che consente di realizzare dei pannelli di controllo in tessuto, in modo da poter essere incorporati in capi, giocattoli, e la spettacolare tastiera per computer interamente in tessuto. Queste tecnologie, oltre al basso costo di produzione hanno il vantaggio di essere meno invasive degli attuali strumenti che affollano le nostre tasche oggi: cellulari, palmari, blackberry, chiavette USB per immagazzinare dati, iPod, ecc. Tutto entro pochi anni potrà essere integrato nei capi che usiamo ogni giorno, in assoluta sicurezza. Già oggi questa tecnologia viene adoperata in prodotti di brand famosi come O’Neill.

Un altro esempio storico in questo settore è la Wearable Motherboard della Georgia Tech, di cui puoi vedere la struttura nella foto qui sotto. La licenza per l’uso commerciale di questa tecnologia è della Sensatex azienda americana specializzata in smart shirts.

la struttura della Wearable Motherboard

Utilizzando questa stessa tecnologia la tedesca Infineon, produttrice di microchip, ha realizzato nel 2004 un prototipo di giubbotto intelligente Рaudiojacket Рcontenente lettore Mp3 da cui ascoltare musica o registrare i propri appuntamenti (una specie di agenda vocale), modulo per salvare ed immagazzinare dati, auricolare e microfono incorporati. Il risultato ̬ quello che vedi nella foto qui sotto.

la Audio Jacket della Infineon

Ma questa non è che una delle possibili applicazioni già realizzate, grazie a ricerche da parte di istituti quali il mitico MIT MediaLab di Boston, della Virginia Tech sempre in USA, dell’Università di Tampere in Finlandia, di Bristol in Inghilterra, tanto per citare le più attive.

In Italia si segnala in questo campo l’attività del centro di ricerca Grado Zero Espace, specializzato in nuovi materiali derivati dall’esperienza del settore aerospaziale grazie alla partnership con l’Agenzia Spaziale Europea; inoltre nel campo delle nanotecnologie primeggia a livello internazionale il Laboratorio Nazionale per le Nanotecnologie di Lecce (NNL).

Abbiamo il design, abbiamo le risorse e l’esperienza, penso che anche in Italia lo sviluppo della convergenza tra elettronica e tessile possa portare benefici ad un settore in crisi e attanagliato dalla concorrenza a basso costo. Perlomeno sarebbe molto più complicato da parte dei leader del falso imitare un prodotto con una così alta componente tecnologica. Varrà la pena provarci? Lo scorso 12 Luglio 2005 al termine del convegno sul tessile e nanotecnologie promosso dall’Associazione Tessile e Salute e tenutosi a Biella, è stata approvata una dichiarazione da presentare alle istituzioni (MIUR) per incentivare lo sviluppo del settore.