Quante tribù metropolitane?

tribù metropolitane Una ricerca del British Council ha definito alcune delle “tribù metropolitane” dei giovani inglesi. A ciascuna tribù corrisponde un profilo, uno stile di vita di riferimento, che si riflette in tutto ciò che acquistano, in come parlano, nel modo che hanno di interagire con il resto della società.
Nonostante lo studio si riferisca ai giovani inglesi, ci sono almeno due ragioni per cui queste definizioni sembrano abbastanza rappresentative anche per i giovani italiani:

  • la prima è che moltissimi esperti di ricerche di mercato a livello internazionale concordano sul fatto che i consumatori occidentali hanno comportamenti abbastanza uniformi;
  • la seconda è che, statistiche alla mano, la percentuale di italiani che visitano la Gran Bretagna per le famose vacanze studio è seconda solo a quella dei Giapponesi, quindi è molto probabile che i nostri boys tornino a casa un pò influenzati da ciò che vedono in UK.
  • Se poi ci mettiamo il bombardamento mediatico di superstar musicali, da Emma Bunton a Robbie Williams, tutto rigorosamente made in UK il fenomeno emulativo appare ancora più probabile.

    Sostanzialmente le “tribù” individuate sarebbero le seguenti:

    Urban
    sono i giovanotti delle città, richiamano gli anni ottanta, i ragazzi vanno in tuta e scarpe da ginnastica griffata, le ragazze vanno in minigonne attillate, vistosi gioielli, unghie finte e lunghe. ascoltano prevalentemente rap;
    Gothic
    sono i fratellini dei Dark di una volta. Vestono solo di nero ed in Inghilterra arrivano finanche a pitturare la camera da letto di nero (questo non lo facevano neanche i Dark). Per loro il sorriso è un segno di debolezza.
    Neo Metallari
    con questo gruppo iniziamo a discostarci dal gothic arrabbiato per avvicinarci allo skater. i neo metallari vanno in gruppo, usano anche lo skate (ma non esclusivamente quello), vestono con magliette ampie con simboli dello loro rock band preferite, tra loro ci sono poche donne e sono decisamente poco socievoli.
    Soulstrels
    letteralmente significa “Divette soul”, e al contrario dei neo metallari sono esclusivamente ragazze. Amano accessori (borse, occhiali da sole) piuttosto vistosi e rigorosamente originali. Amano la musica hip hop, la moda, il gossip, il celeste ed il rosa confetto.
    Skaters
    gli skaters si riconoscono perchè sono sempre in giro con lo skate, ovviamente. Per loro è un vero mezzo di trasporto, anzi, “il mezzo di trasporto”. I loro gusti si concentrano su due nomi, anzi due brand: Converse (per le scarpe) e Beastie Boys (per la musica). Non sono arrabbiati o poco socievoli come i neo-metallari, amano però distinguere la loro identità dalle altre considerate “normali” e la riflettono in qualunque cosa facciano. Sono molto simili ai wind surfers, anzi sono l’equivalente urbano dei surfers.
    Grunge
    Portano le treccine alla Bob Marley, vestono solo miltare, acquistando i loro capi presso negozi specializzati. I loro valori sono peace & love e la libertà.
    Rude Boys
    sono i ragazzi “maleducati”, fanno del comportamento antisociale una vera e propria bandiera. Parlano con un gergo spesso incomprensibile agli altri e hanno un abbigliamento esclusivamente sportivo. Se volete un esempio per tutti questi è senza dubbio il rapper Ali G, addirittura ci sono traduttori on line che si rifanno al suo modo di parlare . Un altro esempio diquesta filosofia è Eminem, molto famoso anche in Italia.
    Finto casual
    in UK si chiamano “Indie Kids” e si rifanno al look anni settanta. Pongono particolare cura alla pettinatura, apparentemente scapigliata ma in realtà curatissima. Vestono di marca, non importa se originale o contraffatta, l’importante è che sembri di marca. Amano farsi notare, e nonostante ostentino un’apparente semplicità, scelgono con cura ogni dettaglio, dai vestiti ai locali da frequentare, alle persone da frequentare. Frequentano Lounge Bars, Disco Club. Se c’è un prodotto che li rappresenta è sicuramente la linea trendy di Adidas: Y3, tute e scarpe finto sportive disegnate dallo stilista giapponese Yohji Yamamoto ed in vendita esclusivamente nei negozi di alta moda.

    In conclusione, quanto sarebbero utili queste informazioni se integrate stabilmente nei report socio demografici che usualmente società di ricerche di mercato vendono alle funzioni marketing delle aziende? Quanti spunti queste informazioni potrebbero regalare ad aziende grandi e piccole per differenziare continuamente prodotti e servizi, per creare e veicolare nuovi brand selezionando i canali pubblicitari o attraverso un efficace programma di viral marketing?