Corsi e Ricorsi

Questa riflessione nasce dall’attenzione rivolta ad un assunto letto, più volte, in diversi articoli riportati nella rubrica Alfa de Il Sole24Ore e ripreso da gran parte della stampa economica: “E’ proprio nei periodi di recessione economica, causa di instabilità ed incertezza, che devono sperimentarsi percorsi innovativi per poi goderne dei profitti a cascata conseguenti alla posizione di leadership conquistata negli intervallidi espansione“.
Attitudine comportamentale che ha fatto il successo attuale di realtà come Samsung e di altre realtà americane. Vero, anche, che questa spinta la osserviamo in diverse altre realtà del Nord Italia, ma in rari casi del Sud.
Tutto nascerebbe da una forma mentale, madre di uno stile di vita, caratteristica delle generazioni nostre genitrici che si è, aimè, tramandata per infusione in quelle nostre coetanee. Mi riferisco a quella attitudine comportamentale causa ed effetto, al tempo stesso, di un contesto sociale ed economico che procedeva al traino, tanto che gli eventi contingenti favorevoli certi hanno fatto da input per decisioni importanti. Così nasceva e si sviluppava l’educazione mentale di una intera epoca di genitori, imprenditori che aspetta che gli eventi maturino per poi muovere decisioni; ciò ha costituito il nostro imprinting.
E così, adesso, ci ritroviamo a 30 anni a vivere la vita di altri, ad applicare alla nostra particolare condizione regole di vita anacronistiche. Non trascurabile differenza: noi viviamo realtà in cui incertezza, instabilità sono la norma costante. Ciò implica che la nostra generazione dovrebbe aver maturato quella inclinazione a sperimentare soluzioni, a fare scelte costruttive in condizioni non limpide. Ci limitiamo, al contrario, a biasimare gli imprenditori locali attempati e i loro discendenti, cresciuti col motto dei padri, ma in concreto ci allineamo alle loro politiche. In fondo, decidere di non decidere equivale ad aspettare e poi si vedrà